Solco gengivale | Studio Dentistico Calvi

Il solco gengivale: cos'è e perché è importante

Che cos’è il solco gengivale e perché dovresti preoccupartene? Leggi questo articolo per capire meglio di cosa si tratta e perché mantenerlo pulito e sano è fondamentale per la salute della tua bocca.


Che cos’è il solco gengivale?

Il solco gengivale è quella fessura che separa la superficie di ciascun dente dal tessuto gengivale. È una piccola scanalatura a forma di V che circonda la base di un dente.
Nella parte inferiore del solco c’è la giunzione smalto-cemento (amelo-cementizia), ovvero la giunzione tra lo smalto dentale della corona e il cemento della radice. Questa parte anatomica aiuta le gengive a rimanere attaccate alla superficie dei denti.
Quando è sano, il solco gengivale è aderente ai denti dalla base fino al punto in cui il dente emerge dalle gengive: questo lascia pochissimo spazio a qualsiasi sostanza esterna (come i residui di cibo) che cerchi di entrare nello spazio tra la gengiva e il dente. Quando, invece, viene trascurato o è affetto da uno dei disturbi che analizzeremo in seguito, lo spazio tra il dente e la gengiva è più largo e cibo e batteri possono penetrare più facilmente.
Il solco gengivale, quindi, aiuta a proteggere le gengive da infezioni e patologie.

Perché la sua profondità è così importante?

Normalmente la profondità del solco gengivale misura da 1 a 3 mm: se la profondità supera i 3-4 mm potremmo essere in presenza di una malattia gengivale.
Sicuramente ogni persona ha il suo standard di riferimento e nel corso del tempo le gengive potrebbero subire alterazioni ma il solco gengivale viene sempre utilizzato come riferimento per valutare la salute delle gengive.

Come viene esaminato?

Per misurare la profondità del solco gengivale viene utilizzata la sonda parodontale, uno strumento dotato di un’estremità millimetrata (una sorta di righello) che individua anche eventuali infiammazioni della gengiva. Per fare questo la sonda viene delicatamente posizionata sotto il margine gengivale.
Il cavo orale è stato suddiviso in sei aree definite sestanti: tre appartengono all’arco mascellare superiore e tre a quello inferiore.
I sestanti sono:

  • superiore destro
  • superiore anteriore
  • superiore sinistro
  • inferiore destro
  • inferiore anteriore
  • inferiore sinistro

 

L’esame della salute delle gengive assegna un punteggio che va da 0 a 4 a ciascun sestante dove 0 indica che il sestante è sano e non necessita di alcun trattamento mentre 4 richiede:

  • istruzioni dettagliate sull’igiene orale quotidiana da rispettare
  • trattamenti di igiene professionale
  • valutazione di un trattamento terapeutico più complesso

 

Leggi il nostro articolo dedicato al sondaggio parodontale per approfondire l’argomento.

Solco gengivale infiammato?

In questo approfondimento abbiamo cercato di analizzare il solco gengivale come componente anatomica del nostro cavo orale; nel prossimo articolo elencheremo le patologie e i disturbi che possono colpirlo e capiremo quali sono i rispettivi trattamenti terapeutici coinvolti. Non dimenticare che anche quando si tratta del solco gengivale è la prevenzione la miglior alleata per evitare disturbi e infiammazioni: basterà semplicemente dedicarsi con attenzione all’igiene quotidiana lavandosi i denti nel modo corretto e passando il filo interdentale.
Hai ancora dubbi sull’argomento? Visita la pagina dei contatti del nostro sito dove potrai trovare anche un comodo modulo da compilare!


Sensibilità dentale | Studio Dentistico Calvi

A cosa è dovuta la sensibilità dentale?

Hai mai provato dolore o disagio acuto mangiando il gelato o una zuppa calda? Se è così, non sei solo. Sebbene il dolore causato da cibi caldi o freddi possa rivelare la presenza di una carie, è comune anche nelle persone che hanno i denti sensibili. Vediamo quali sono le cause della sensibilità dentale e come trattarla.


La sensibilità dentale è letteralmente ciò che il suo stesso nome suggerisce: dolore o fastidio ai denti come risposta a determinati stimoli, come temperature calde o fredde.
Può essere un problema temporaneo o cronico e può interessare un dente, più denti o tutti i denti di un singolo individuo. Può avere diverse cause, ma la maggior parte dei casi di sensibilità è facilmente curabile modificando le abitudini di igiene orale.

Sensibilità dentale: i sintomi

Chi ha i denti sensibili avverte dolore o disagio in risposta a determinati fattori scatenanti, tra cui troviamo:

  • cibi e bevande calde
  • cibi e bevande fredde
  • aria fredda
  • cibi e bevande dolci
  • cibi e bevande acidi
  • acqua fredda
  • lavarsi i denti e passare il filo interdentale
  • collutori a base di alcool

I sintomi possono andare e venire nel tempo senza una apparente ragione diretta e possono variare da lievi a intensi.

Le cause dei denti sensibili

Alcune persone hanno naturalmente i denti più sensibili di altri a causa dello smalto più sottile. Lo smalto è lo strato esterno del dente che lo protegge e in molti casi può essere consumato da:

  • eccessiva aggressività nel lavarsi i denti
  • setole dello spazzolino troppo dure
  • digrignamento dei denti (sia notturno che diurno)
  • regolare consumo di cibi e bevande acidi

 

A volte, altre condizioni possono portare alla sensibilità dei denti. Il reflusso gastroesofageo, ad esempio, può causare la fuoriuscita di acido dallo stomaco e dall’esofago e può logorare i denti nel tempo.
La recessione gengivale può lasciare sezioni del dente esposte e non protette, causando anche sensibilità.
Carie, denti rotti o scheggiati e otturazioni o corone usurate possono lasciare esposta la dentina, causando sensibilità. Se questo è il caso, probabilmente sentirai sensibilità solo in un particolare dente o regione della bocca.
I tuoi denti potrebbero essere temporaneamente sensibili a seguito di trattamenti come otturazioni, corone o sbiancamento dentale. In questo caso, la sensibilità sarà anche limitata a un dente o ai denti che circondano il dente che ha ricevuto un intervento odontoiatrico. Il fastidio dovrebbe attenuarsi in modo naturale dopo qualche giorno.

Come trattare la sensibilità dentale

Scegli un dentifricio specifico per i denti sensibili: questi dentifrici non contengono ingredienti irritanti e potrebbero contenere ingredienti desensibilizzanti che aiutano a bloccare il disagio che corre dal nervo del dente.
Quando si tratta di collutorio, scegli un collutorio senza alcol, poiché sarà meno irritante per i denti sensibili.
Anche l’uso di spazzolini da denti più morbidi abbinati a una spazzolatura più delicata può aiutare.
Se i trattamenti domiciliari non funzionano o la sensibilità è troppo acuta e prolungata ti consigliamo di prenotare un appuntamento nel nostro studio per verificare lo stato di salute dei tuoi denti.


Prurito alle gengive | Studio Dentistico Calvi

Perché hai prurito alle gengive?

Il prurito alle gengive non può certo considerarsi un disturbo preoccupante ma se persiste può essere davvero fastidioso: spesso si manifesta inizialmente con una sensazione di leggero solletico sulle gengive per poi trasformarsi in una fonte di disagio per tutto il cavo orale. Cerchiamo di indagare le possibili cause del prurito e i trattamenti indicati.


Prurito alle gengive: le cause

Accumulo di placca

La placca è quel sottile film composto di residui di cibo e batteri che si accumula sui denti nel tempo ed è causa principale di molti dei problemi che affliggono denti e gengive. Se non ti lavi i denti nel modo corretto e non dedichi la giusta attenzione all’igiene orale quotidiana la placca può dare origine a irritazione e sanguinamento delle gengive. L’irritazione si può manifestare anche con una sensazione di prurito diffuso sul tessuto gengivale.

Gengivite

Abbiamo già avuto modo di analizzare i sintomi della gengivite in un precedente articolo. La scarsa igiene orale incoraggia la formazione di accumuli di placca sui denti e i tessuti gengivali che circondano il dente si infiammano. Un sintomo poco noto della gengivite, perché molto meno frequente, è proprio il prurito alle gengive. In caso di gengivite, e di malattia parodontale in senso più ampio, la parola d’ordine è sempre “tempestività”: se riconosci i primi sintomi della gengivite fissa subito una visita di controllo per evitare che evolva nella sua forma più acuta, la parodontite.

Digrignamento dei denti

Il bruxismo, meglio noto come “digrignamento dei denti”, è quel fenomeno che avviene quando si sfregano i denti dell’arcata superiore con quelli dell’arcata inferiore o quando si stringono i denti con forza a causa di una contrazione involontaria dei muscoli implicati nella masticazione. Il bruxismo, se non trattato, può provocare l’usura delle gengive che irritate possono generare la sensazione di prurito. Fortunatamente il bruxismo è un disturbo che possiamo facilmente risolvere dopo una visita in studio.

Reazioni allergiche 

Alcuni farmaci hanno come effetto collaterale il prurito alle gengive. Nella maggior parte questo prurito sparisce da solo con il tempo ma se dovesse persistere è ovviamente opportuno consultare il medico.
Tra le cause del prurito alle gengive non è da escludere la possibile reazione allergica causata da un alimento a cui non sapevi di essere allergico.

Sbalzi ormonali

Le donne durante la gravidanza, il ciclo mestruale o la menopausa possono avvertire prurito alle gengive a causa di un cambiamento nei loro livelli ormonali. Spesso a questo si accompagnano altri sintomi orali quali sensibilità, sanguinamento o dolore alle gengive.

Lesioni alle gengive

Se le gengive hanno subito un trauma (per esempio una ferita), sono state interessate da un’estrazione dentale (come nel caso del dente del giudizio) o sono colpite da una piaga potresti avvertire una sensazione di prurito durante la fase di guarigione. In questo caso si tratta di una normale fase del processo di guarigione e quindi non c’è da preoccuparsi.

Dispositivi dentali che non si adattano

Le protesi che non si adattano bene potrebbero causare una sensazione di prurito alle gengive: questo a causa dello spazio che si può creare tra la gengiva e la dentiera in cui si accumulano batteri e residui di cibo.
Anche gli apparecchi ortodontici possono essere fonte di irritazione e prurito.

Cosa fare in caso di prurito persistente?

A seconda di quale sia l’origine del prurito tra quelle sopra descritte si interverrà con il trattamento opportuno. Per esempio:

  • nel caso di una reazione allergica potrebbe essere necessario prendere un antistaminico su consiglio del medico
  • in casi di prurito lieve e di breve durata potrebbe essere sufficiente sciacquare la bocca con acqua fredda per alleviare l’irritazione

 

Nel caso, però, il prurito sia persistente (più di 3-5 giorni) ti consigliamo di prenotare un appuntamento nel nostro studio per verificare le condizioni delle tue gengive.


Gengivostomatite | Studio Dentistico Calvi

Gengivostomatite: come si cura

La gengivostomatite colpisce soprattutto i bambini ma può verificarsi anche in età adulta. Cerchiamo di delineare un profilo del disturbo individuandone le cause e i sintomi per capire poi come si può curare.


Che cos’è?

La gengivostomatite è una comune infezione della bocca e delle gengive. I sintomi principali sono gonfiore della bocca o delle gengive. Si può manifestare in associazione a lesioni che ricordano le afte. Questo disturbo può essere il risultato di un’infezione virale o batterica ed è spesso associato a una scarsa attenzione verso l’igiene orale.
La gengivostomatite è particolarmente comune nei bambini. I bambini con gengivostomatite possono sbavare e rifiutarsi di mangiare o bere a causa del disagio (spesso grave) causato dalle piaghe. Possono anche sviluppare febbre e presentare i linfonodi ingrossati.

Ti suggeriamo di rivolgerti al nostro studio o a un medico se:

  • i sintomi peggiorano o persistono per più di qualche giorno
  • tuo figlio ha febbre o mal di gola
  • tuo figlio si rifiuta di mangiare o bere

Da cosa è causata?

La gengivostomatite può verificarsi a causa di:

  • virus dell’herpes simplex di tipo 1 (HSV-1), il virus che causa l’herpes labiale
  • coxsackievirus, un virus spesso trasmesso toccando una superficie o la mano di un individuo contaminata da feci (questo virus può anche causare sintomi simil-influenzali)
  • alcuni batteri (Streptococcus, Actinomyces)
  • scarsa igiene orale (non usare il filo interdentale e non lavarsi i denti regolarmente)

Quali sono i sintomi della gengivostomatite?

I sintomi della gengivostomatite possono essere più o meno acuti.
I più comuni sono:

  • piaghe sulle gengive o all’interno delle guance (come le afte, sono grigiastre o gialle all’esterno e rosse al centro)
  • alito cattivo
  • febbre
  • gengive gonfie e sanguinanti
  • linfonodi ingrossati
  • eccessiva produzione di bava, soprattutto nei bambini piccoli
  • una sensazione generale di malessere
  • difficoltà a mangiare o bere a causa di fastidio alla bocca e nei bambini rifiuto di mangiare o bere

Gengivostomatite nei bambini

I bambini con gengivostomatite a volte rifiutano di mangiare o bere e questo può indurre alla disidratazione, i cui sintomi includono:

  • bocca secca
  • pelle secca
  • vertigini
  • stanchezza
  • stipsi

 

Fissa subito una visita se hai notato che il tuo bambino dorme più del solito o non è interessato alle sue solite attività e si rifiuta di mangiare o bere.

Gengivostomatite: come si cura

Le piaghe da gengivostomatite di solito scompaiono entro due o tre settimane senza trattamento.
Ci sono alcune semplici istruzioni da seguire per alleviare il disagio:

  • se prescritti, prendi gli antibiotici o i medicinali indicati
  • sciacqua la bocca con un collutorio perossido di idrogeno o lidocaina che puoi trovare anche in farmacia oppure crea una soluzione mescolando 1/2 cucchiaino di sale in una tazza d’acqua
  • segui una dieta sana evitando cibi molto piccanti, salati o acidi perché questi alimenti possono irritare le piaghe

 

Continua a lavarti i denti e le gengive, anche se fa male: se trascuri la quotidiana igiene orale i sintomi potrebbero peggiorare. Spazzolare delicatamente con uno spazzolino morbido renderà lo spazzolamento meno doloroso.
Fissa subito una visita nel nostro studio se sospetti l’insorgenza della gengivostomatite.


Gengive bianche | Studio Dentistico Calvi

Cosa vuol dire avere le gengive bianche?

Avere le gengive bianche spesso suggerisce la mancanza di qualcosa nell’organismo. Diverse possono essere le cause di uno schiarimento delle gengive, da una semplice afta a una più complessa patologia infiammatoria. Lo scorso mese abbiamo parlato delle gengive nere, ora cerchiamo di analizzare i motivi per cui le gengive possono diventare bianche.


Quali sono le cause delle gengive bianche?

Ecco alcune delle cause più comuni delle gengive bianche:

Leucoplachia

 La leucoplachia o leucoplasia è una condizione orale che si manifesta con una caratteristica placca bianca originata dall’eccessiva ed anomala cheratinizzazione dell’epitelio. Può comparire sia sulle gengive che sulla superficie interna delle guance. Le placche non possono essere rimosse con la normale igiene orale.
Sembra sia correlata al fumo di sigaretta e al consumo di alcool ma esisterebbero ad oggi anche alcune cause ancora ignote.
Se è vero che la maggior parte dei casi di leucoplachia sono ignoti, è vero anche che in alcuni casi rappresenta una condizione precancerosa, soprattutto se associata ad altre lesioni di color rosso.
Il nostro consiglio, quindi, è di contattare subito un dentista o un medico per approfondire l’origine delle placche.

Anemia

 L’anemia è la riduzione patologica dell’emoglobina al di sotto dei livelli di normalità. Questo porta come diretta conseguenza la ridotta capacità del sangue di trasportare ossigeno.
L’anemia si presenta in diverse forme a seconda della causa sottostante. Tra quelle più comuni ci sono: carenza di ferro o vitamina B12, morbo di Chron e celiachia.
I sintomi dell’anemia includono:

  • fatica
  • vertigini
  • debolezza
  • battito irregolare
  • fiato corto
  • mal di testa
  • mani e piedi freddi

 

Le persone che soffrono di anemia hanno spesso la pelle pallida, compreso il tessuto gengivale.

Afte

Le afte, o ulcere della bocca, sono lesioni che si sviluppano nel cavo orale e sulle gengive. Possono essere molto dolorose, soprattutto quando si parla, si mangia o si beve.
Le afte sono tipicamente rotonde o ovali e hanno un centro più chiaro e un bordo più scuro tendente al rosso.
Le afte che compaiono sulle gengive possono far sembrare bianche alcune aree del bordo gengivale ma non cambiano il colore di tutto il tessuto gengivale.

Gengivite

La gengivite è la forma più lieve della malattia parodontale. In Italia 20 milioni di persone oltre i 35 anni soffrono di problemi gengivali. Di solito è la scarsa igiene orale la causa più comune della gengivite.
Le persone che soffrono di questo disturbo possono avere le gengive irritate, di un rosso acceso e gonfie intorno alla base dei denti. Possono anche notare sanguinamento quando si lavano i denti e usano il filo interdentale. Col tempo, però, questa patologia può far diventare le gengive bianche ed essere la causa della loro recessione.

Candida orale

La candida orale, o mughetto, è un’infezione causata dal fungo Candida Albicans.
Compaiono delle piaghe bianche all’interno delle guance, sulla lingua o sulle gengive. I bambini, gli anziani e le persone che soffrono di diabete sono a maggior rischio di candidosi.

Estrazione dentale

Il trauma dell’estrazione di un dente può far diventare bianche le gengive che circondano il sito di estrazione. Le gengive di solito tornano al loro colore normale entro pochi giorni.

Valutazione delle gengive bianche allo Studio Dentistico Calvi

I sintomi che possono verificarsi insieme alle gengive bianche variano a seconda della causa soggiacente.
A volte, una persona potrebbe non avere altri sintomi. In altri casi, le gengive bianche possono essere accompagnate da:

  • dolore
  • rigonfiamento
  • sanguinamento
  • piaghe e lesioni
  • denti sciolti
  • arrossamento
  • stanchezza, vertigini o debolezza
  • mal di testa
  • mani e piedi freddi

 

Tenere traccia di eventuali sintomi aggiuntivi può aiutarci a diagnosticare la causa precisa delle gengive bianche.
Se ti sembra che il colore delle tue gengive sia cambiato non esitare a fissare un appuntamento nel nostro studio.


Gengive nere: cause e trattamenti

Se è vero che il colore delle gengive sane ha una tonalità ben definita, è vero anche che questa tonalità può presentare differenti sfumature e peculiarità da persona a persona. Ma come comportarsi se le gengive hanno cambiato aspetto e colorazione? E in particolare, perché assumono una colorazione scura? Oggi scopriamo le cause delle gengive nere.


La gengiva è un tessuto molle che circonda i denti e li mantiene nella loro posizione. Quando sono in salute la loro colorazione varia dal rosso al rosato. Nel caso le tue gengive avessero assunto una tonalità diversa da quella a cui sei abituato è buona norma fissare una visita dal dentista quanto prima. In particolare presta molta attenzione se le gengive dovessero scurirsi.

Gengive nere: le cause

Queste sono le cause più comuni delle gengive nere

Melanina

Il corpo produce naturalmente melanina, una sostanza che conferisci più colore alla pelle, ai capelli e agli occhi. Più alto è il livello di melanina nel corpo, più scuri saranno i capelli, la pelle e gli occhi.
Le gengive nere o di color marrone scuro possono essere una diretta conseguenza dell’alto livello di melanina. Se le tue gengive sono sempre state molto scure allora non c’è motivo di preoccuparsi.
Tuttavia, se il colore delle gengive è cambiato in un lasso di tempo breve o se sono comparse macchie nere sulle gengive, probabilmente la causa non è la melanina e allora ti consigliamo di fissare una visita.

Fumo di sigaretta

È piuttosto noto, fumare provoca un’alterazione localizzata del colore delle gengive e del cavo orale in genere: questo fenomeno è conosciuto con il nome di “melanosi del fumatore”.
Le cellule specializzate del corpo chiamate melanociti producono la melanina. La nicotina nel tabacco può indurre i melanociti a produrre più melanina del solito.
Le gengive possono diventare più scure. Il cambiamento di colore può apparire a macchie o interessare l’intero cavo orale. Anche l’interno delle guance e il labbro inferiore possono esserne interessati.
Smettere di fumare riduce progressivamente (mesi o anni) le macchie.

Farmaci

La minociclina è usata per trattare l’acne e alcune infezioni, come la clamidia. Un effetto collaterale raro della minociclina è la pigmentazione o lo scolorimento, che a volte può verificarsi in bocca.

Gengivite ulcero-necrotica acuta

È una forma di infezione gengivale anche nota come “stomatite di Vincent”. Provoca febbre, dolore alle gengive e alitosi. L’infezione può causare l’annerimento delle gengive se uno strato di tessuto morto si accumula su di esse.
Questa patologia è causata da una rapida sovracrescita di batteri nella bocca, solitamente a seguito di una gengivite. I batteri si accumulano per la scarsa igiene orale, lo stress, la mancanza di sonno o come diretta conseguenza di un’alimentazione squilibrata.
Possiamo trattare questa infezione direttamente in studio attraverso una scrupolosa terapia.
A livello domiciliare risciacquare la bocca con un collutorio e mantenere puliti i denti aiuterà a prevenire le infezioni ripetute.

Morbo di Addison

La malattia di Addison colpisce le ghiandole surrenali, che producono una varietà di ormoni. Il disturbo impedisce a queste ghiandole di produrre ormoni in quantità sufficiente.
I primi sintomi includono:

  • stanchezza
  • eccessiva sete
  • perdita di peso involontaria
  • mancanza di appetito
  • indebolimento muscolare

 

Con il suo progredire la malattia di Addison può anche essere la causa delle gengive nere. Il termine medico in questo caso è iperpigmentazione.

Il trattamento delle gengive scure allo Studio Dentistico Calvi

Essendo molte e diverse le possibili cause delle gengive nere, il trattamento dipenderà da quella specifica che le ha originate. Condizioni come infezioni gengivali o morbo di Addison di solito richiedono una terapia farmacologica.
I cambiamenti di colorazione causati dal fumo sono reversibili a condizione che si smetta di fumare.
Se ti sembra che il colore delle tue gengive si sia scurito non esitare a fissare un appuntamento nel nostro studio


Microscopio Odontoiatrico | Studio Dentistico Calvi

Il microscopio odontoiatrico: applicazioni e vantaggi

Le dimensioni di un dente vanno da 5 a 12-13 mm; l’odontoiatra, però, si trova spesso a dover effettuare il suo intervento su una sola parte di esso, per esempio una carie, restringendo quindi la sua attenzione a pochi mm quadrati. Ecco perché uno strumento come il microscopio odontoiatrico risulta un alleato fondamentale per il successo di vari trattamenti. Vediamo come!


Che cos’è un microscopio odontoiatrico?

Il microscopio odontoiatrico o microscopio operatorio è progettato per fornire un ingrandimento dell’area su cui l’odontoiatra deve intervenire. Ha un design ergonomico che consente una visione ottimale senza sforzi per il dentista ed è controllato da un pedale per lasciar libere le mani.
l microscopio in odontoiatria viene utilizzato soprattutto per le procedure di endodonzia ma risulta molto utile anche nella chirurgia orale, nell’odontoiatria laser e nei trattamenti di restauro.

I vantaggi del microscopio odontoiatrico per il paziente

Ecco alcuni dei principali vantaggi offerti dall’impiego del microscopio odontoiatrico:

  • Alta efficienza – L’ingrandimento visivo, la possibilità di analizzare il dettaglio e il minor sforzo richiesto da parte dell’odontoiatra si traducono in un aumento considerevole dell’efficacia degli interventi. Il microscopio operatorio ha un design ergonomico e questo contribuisce a una maggiore facilità di utilizzo. La possibilità di mettere a fuoco aree così difficili da distinguere a occhio nudo permette di migliorare le prestazioni e concentrarsi solo sul paziente.
  • Maggiore precisione e accuratezza – L’ingrandimento dell’area permette al dentista di raggiungere aperture canalari piccole e strette senza rimuovere la struttura dentaria. Residui e frammenti che devono essere rimossi dal canale radicolare prima di riempirlo, saranno con il microscopio più facili da individuare.
  • Miglioramento della qualità del trattamento – Il 7% dei trattamenti restaurativi consiste nella sostituzione di restauri esistenti, ecco perché il microscopio in odontoiatria risulta indispensabile. Il paziente beneficia di rischi/danni ridotti al minimo, intrusioni chirurgiche ridotte al minimo e tempi di recupero rapidi grazie alla migliore qualità delle cure.
  • Produttività migliorata – Le ottiche di alta qualità, il design ergonomico e i suoi accessori garantiscono anche una maggiore produttività permettendo al dentista di sentirsi maggiormente a proprio agio durante i trattamenti.
  • Educazione del paziente – Il coinvolgimento è dato dalla possibilità per l’odontoiatra di mostrare al paziente un’immagine dell’ingrandimento su uno schermo analizzando con lui la situazione e il trattamento.

I vantaggi per l’odontoiatra

 Per un dentista, i vantaggi diretti nell’utilizzo del microscopio odontoiatrico comprendono:

  • localizzare canali “nascosti” ostruiti dalla calcificazione e la cui dimensione si è ridotta
  • rimuovere materiali come quello delle vecchie otturazioni
  • rimuovere le ostruzioni canalari
  • preparare l’accesso evitando di compromettere le strutture tissutali
  • riparare le perforazioni
  • localizzare crepe e fratture invisibili a occhio nudo
  • facilitare ciascun aspetto della chirurgia endodontica
  • documentazione fotografica

Il microscopio odontoiatrico dello Studio Dentistico Calvi

Per approfondire ulteriormente le applicazioni del microscopio in odontoiatria ti invitiamo a visionare la pagina che abbiamo dedicato a questa tecnologia. Fissa un appuntamento per vedere in azione il microscopio operatorio!


Rivelatore di placca | Studio Dentistico Calvi

Il rivelatore di placca: cos'è e perché usarlo

Lavarsi i denti almeno 2 volte al giorno e utilizzare il filo interdentale quotidianamente sono le armi più importanti per prevenire le malattie gengivali e qualsiasi problema legato ai denti. L’obiettivo è rimuovere la maggior quantità possibile di placca batterica, il biofilm sottile responsabile delle patologie a carico di denti e gengive. Ma come fai a sapere che i tuoi sforzi sono realmente efficaci? Con il rivelatore di placca!


Hai appena finito di lavarti i denti e hai anche passato il filo interdentale: come fai a sapere se hai fatto un buon lavoro e svolto un’igiene profonda? Passare la lingua sui denti generalmente può darti delle indicazioni molto utili: se scorre sui denti senza incontrare ostacoli e la superficie ti sembra liscia allora sei un virtuoso dello spazzolino; se, invece, al tatto i denti appaiono ruvidi e riesci ancora a percepire la presenza di piccoli residui di cibo allora dovresti ripetere l’operazione dedicando un’attenzione maggiore.
Questo “test della lingua“, come viene definito in modo colloquiale, ti dà solo un’idea approssimativa di quanto bene stai rimuovendo la placca, il sottile film batterico che si forma sui denti e che è la causa principale dei più comuni problemi dentali. La placca può essere davvero subdola: si “nasconde” negli angoli e nelle fessure delle superfici masticatorie dei denti, intorno al bordo gengivale e tra i denti.

Rivelatore di placca: che cos’è?

Allora, come fai a sapere se stai effettivamente eliminando la placca? Un modo efficace è quello di utilizzare un rivelatore di placca. Un agente rivelatore di placca è una formulazione che, quando applicata sui denti, tingerà temporaneamente di un colore ben visibile la placca batterica presente.
Questo prodotto per l’igiene dentale che puoi facilmente acquistare in farmacia, si trova sotto forma di:

  • tampone
  • compresse o pastiglie
  • soluzione orale

 

Nessuna delle sostanze coloranti presente negli agenti è in alcun modo nociva per l’essere umano.

Come si usa il rivelatore di placca?

Dopo aver lavato accuratamente i denti (ti ricordiamo che è sempre preferibile impiegare dai 2 ai 3 minuti per lo spazzolamento) e aver passato il filo interdentale, l’agente che hai scelto seguendo le semplici istruzioni indicate:

  • il tampone (simile a un cotton fioc) va passato con attenzione su tutte le superfici dei denti
  • le pastiglie, sicuramente il metodo di rilevazione più usato, vanno fatte sciogliere in bocca distribuendo la saliva sulla superficie dei denti per almeno 30 secondi; una volta concluso il processo di distribuzione si può sputare e verificare allo specchio la presenza della placca evidenziata dalla colorazione
  • la soluzione orale è simile a un collutorio con cui effettuare un risciacquo di almeno 30 secondi che poi andrà sputato per poter vedere allo specchio la placca rivelata

 

In commercio potrai trovare anche rivelatori di placca a doppia colorazione per distinguere la placca più vecchia da quella più recente.

A cosa serve?

La colorazione della placca non solo ti aiuta a vedere quanto bene hai usato spazzolino filo interdentale, ma può anche mostrare le aree che necessitano di una igiene più accurata. Ad esempio, se noti che la colorazione si concentra sul bordo gengivale, ciò potrebbe significare che lo spazzolino non raggiunge in modo efficace in quell’area. In questo modo, puoi sfruttare il rivelatore di placca perfezionare la tua igiene orale quotidiana.
La colorazione svanisce in poche ore, quindi ti consigliamo di programmare l’operazione in un giorno in cui sai di rimanere a casa.

L’igiene professionale allo Studio Dentistico Calvi

Il test più importante rimane comunque la seduta di igiene professionale da effettuare una volta ogni sei mesi e che potrà valutare davvero l’efficacia dell’igiene orale domiciliare. Contattaci per prenotare la tua prossima pulizia dei denti!


PROTESI TORONTO BRIDGE: CHE COS’È?

In implantologia dentale la tecnica Toronto Bridge viene utilizzata spesso, soprattutto in caso di edentulia totale, ovvero quando mancano tutti i denti di un’intera arcata. Proviamo a descrivere la tecnica e a capire quali sono i pazienti idonei.


Toronto Bridge è il nome di una protesi fissa usata per sostituire i denti di un’intera arcata dentale: si tratta, infatti, di una protesi completa dotata di flangia (una gengiva finta e fissa), e può sostituire fino a 12 denti per arcata, fissati tramite degli abutment ad impianti dentali in titanio grazie alla tecnica di implantologia a carico immediato o, in altri casi, a carico ritardato.

Quale paziente è idoneo per questo tipo di tecnica?

Tutti i pazienti che godono di una buona struttura ossea possono essere sottoposti ad intervento chirurgico per l’applicazione di una protesi fissa Toronto Bridge. Nonostante i denti da sostituire siano 12, gli impianti su cui sarà fissata la protesi sono solo 4 (All on 4) o 6 (All on 6).

I tempi di applicazione sono ridotti e l’applicazione del carico immediato All on 4 permette di uscire in sicurezza dalla clinica dopo l’intervento implantare senza la paura che la protesi si muova o si stacchi dalla sede.

La protesi Toronto Bridge è una delle migliori alternative alla protesi mobile (la classica dentiera), perché essendo ancorata agli impianti osteointegrati, il paziente non avrà sensazione di mobilità, ritrovando sicurezza e fiducia in ogni aspetto della sua vita quotidiana.

Toronto Bridge a Foligno: scegli lo Studio Dentistico Calvi

Se sei stanco della protesi mobile oppure non vuoi proprio saperne di optare per questa soluzione allora la protesi Toronto Bridge è quello che fa per te. Contattaci e fissa un appuntamento per la pianificazione implantare e la presa delle impronte digitali.


Sondaggio parodontale | Studio Dentistico Calvi

Sondaggio parodontale: che cos'è?

Il sondaggio parodontale è una mappatura della bocca che pone l’accento sulla situazione dei tessuti molli (le gengive). Che cosa misura? A che cosa serve? Scopriamolo in questo approfondimento.


Che cos’è il sondaggio parodontale?

Il sondaggio parodontale è il processo di misurazione delle tasche gengivali, ovvero lo spazio tra un dente e il tessuto gengivale che lo circonda. Per farlo si utilizza uno strumento noto come sonda parodontale che viene inserita con molta attenzione in questa cavità. La sonda ha degli indicatori (segni) proprio come quelli che ci sono su un metro che indicano quanto in profondità lo strumento arriva: in base alla profondità raggiunta si determinerà lo stato di salute della tasca gengivale.
Generalmente vengono prese sei misurazioni per ciascun dente per assicurarsi un’analisi quanto più accurata. Durante la misurazione si effettua anche un controllo sulla presenza di sanguinamento ed eventuali aree di recessione gengivale.
Le tasche di un tessuto gengivale sano misurano indicativamente da 1 a 3 mm e aderiscono strettamente al dente. Se la tasca misura dai 4 mm in su significa che placca e batteri stanno infiammando il tessuto e lo stanno allontanando dal dente. Solitamente a queste misurazioni corrisponde anche una maggior sensibilità al sondaggio parodontale.

In casi gravi il sondaggio può rivelare profondità di 12 mm. Queste condizioni patologiche non sono trattabili con la quotidiana igiene orale: è il momento di effettuare una pulizia delle tasche gengivali.

Che cosa rivelano le misure?

Il sondaggio parodontale è un’analisi accurata e può aumentare di molto le chance di non perdere un dente compromesso. La profondità delle tasche parodontali rivela quanto sono sane le gengive, ecco un range indicativo delle misurazioni:

  • da 0 a 3 mm senza sanguinamento – risultato ottimale, significa che le gengive sono sane e che l’igiene orale domestica viene svolta con scrupolo
  • da 1 a 3 mm con sanguinamento – i primi segni di gengivite, è necessario prestare più attenzione all’igiene orale quotidiana ed effettuare sedute di igiene orale professionale con frequenza maggiore
  • da 3 a 5 mm senza sanguinamento – siamo in presenza di una potenziale patologia a carico del tessuto gengivale; l’igiene orale quotidiana non riesce a raggiungere una profondità maggiore di 3 mm quindi sarà necessario valutare la situazione in studio
  • da 3 a 5 mm con sanguinamento – è il primo stadio di una malattia delle gengive o l’inizio di una parodontite; in presenza di un rilevamento simile sono necessari accertamenti, un’igiene orale domestica più scrupolosa e un trattamento parodontale professionale
  • da 5 a 7 mm con sanguinamento – tessuti molli e duri danneggiati e possibile riduzione della dimensione ossea; è necessario un trattamento approfondito per evitare di perdere il dente
  • da 7 mm in su con sanguinamento – è lo stadio avanzato di una malattia parodontale e richiede intervento immediato ed esteso; potrebbe essere necessario un intervento chirurgico per rimediare alla perdita di osso; sicuramente andrà effettuata con frequenza una terapia parodontale di mantenimento per stimolare la guarigione

Sondaggio parodontale a Foligno

Le malattie parodontali non sempre manifestano sintomi evidenti nel loro stadio iniziale e possono passare inosservate. Abbiamo di recente pubblicato un articolo sui sintomi della gengivite che può aiutarti a individuare con anticipo le prime avvisaglie di una patologia ai danni del tessuto gengivale. Ti suggeriamo comunque di effettuare scrupolose visite periodiche per avere sempre la situazione sotto controllo: se vuoi effettuare un sondaggio parodontale a Foligno fissa un appuntamento nel nostro studio.